Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli ad Avellino
Un intervento ad alta valenza storico-architettonica nel cuore del centro antico di Avellino: il rifacimento e consolidamento del manto di copertura della Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli, un cantiere che ha richiesto rigore filologico, gestione di quote elevate e una meticolosa risoluzione delle geometrie di falda.
| Scheda di Cantiere | Dati e Riferimenti |
| Opera | Rifacimento manto di copertura e lattonerie monumentali |
| Ubicazione | Corso Umberto I, Avellino (AV) |
| Impianto Storico | Fondazione 1583 (Vescovo Felice Leone) |
| Direzione Lavori | Arch. Marino Nardiello |
| Impresa Appaltatrice | Lucci Costruzioni |
| Esecuzione e Direzione Tecnica Coperture | RutaRoof di Patrizio Ruta |
Un presidio storico sulla Via Regia delle Puglie
Affacciata lungo lo storico asse di Corso Umberto I, la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli rappresenta uno dei riferimenti identitari della città. Eretta sul finire del Cinquecento a partire dall’ampliamento di un’antica edicola votiva che sorgeva lungo la Via Regia delle Puglie, fu ufficialmente istituita nel 1583 sotto il vescovado di Mons. Felice Leone.
Intervenire su una fabbrica religiosa cinquecentesca significa confrontarsi con stratificazioni secolari: dissesti dimensionali, pareti d’ambito fuori piombo e una struttura portante lignea che esige rispetto dei carichi e massima compatibilità dei materiali.
La sfida costruttiva: la complessità delle pendenze e dei nodi di falda
La configurazione del tetto della Chiesa di Costantinopoli ha posto sfide operative specifiche, a partire dall’accentuata inclinazione delle falde e dall’altezza dell’edificio rispetto al piano stradale:
- Controllo dello scivolamento e ancoraggio meccanicoL’elevata pendenza del tetto non consente margini di tolleranza. Ogni elemento del manto è stato posato e vincolato mediante sistemi di fissaggio meccanico studiati per contrastare la forza di gravità e l’azione di strappo dei venti d’alta quota, evitando qualsiasi scorrimento nel tempo.
- Raccordo delle geometrie irregolariNegli edifici storici le linee di colmo, compluvio e linea di gronda non sono mai perfettamente ortogonali. La direzione tecnica di Patrizio Ruta ha impostato una tracciatura millimetrica dei corsi per riassorbire le asimmetrie strutturali dell’orditura primaria, garantendo un andamento visivo armonioso e un perfetto deflusso delle acque meteoriche.
- Stratigrafia protettiva e microventilazioneSotto il manto è stato predisposto un pacchetto di protezione impermeabile altamente traspirante, associato a canali di microventilazione. Questa circolazione d’aria continua dal canale di gronda al colmo asciuga rapidamente l’umidità di risalita e condensa, proteggendo le capriate e le volte sottostanti dai cicli di gelo e disgelo.
Lattoneria artigianale e dettagli su misura
In un’opera monumentale, la tenuta idraulica dipende dalla precisione dei raccordi metallici. A stretto contatto con le indicazioni della Direzione Lavori curata dall’Arch. Marino Nardiello e operando in sinergia con l’impresa generale Lucci Costruzioni, RutaRoof ha realizzato in opera:
- Scossaline a parete e faldali sagomati su misura: raccordati direttamente alla muratura in pietra per impedire infiltrazioni capillari lungo il perimetro.
- Canali di gronda e compluvi ad alta capacità: dimensionati per smaltire rapidamente le precipitazioni intense tipiche dell’area irpina, assecondando la forte velocità di scorrimento impressa dalle pendenze ripide.
- Colmi ventilati e testate protette: giunzioni lavorate a banco e chiusure ermetiche all’intrusione di volatili o detriti.
La sinergia di cantiere: precisione tecnica e tutela del bene
La riuscita di un restauro su un bene vincolato risiede nella collaborazione tra le figure tecniche. L’indirizzo progettuale e conservativo della Direzione Lavori ha trovato nell’esperienza pratica e artigianale di RutaRoof il braccio operativo per tradurre i requisiti normativi e storici in una posa a regola d’arte.
Il risultato restituisce alla comunità di Avellino un tetto solido, ventilato e protetto, capace di garantire lunga vita agli affreschi e alle strutture interne della Chiesa di Costantinopoli.

























